In sintesi
Il 24 settembre 2026, in occasione dello "Scenario delle Professioni 2026" organizzato da TeamSystem con Euroconference e The European House - Ambrosetti, è emerso un dato netto sul rapporto tra commercialisti e AI: l'80% dei commercialisti italiani ha già usato l'intelligenza artificiale nel proprio lavoro, ma meno del 5% degli studi ha una policy formale su come usarla. Per una PMI italiana non è un dettaglio da addetti ai lavori: il commercialista è spesso il primo punto di contatto con software gestionali, fatturazione elettronica e adempimenti fiscali, e se il suo studio adotta l'AI senza regole chiare, l'effetto (buono o cattivo) si riflette direttamente sui dati e sui processi dell'azienda cliente.
Cosa è emerso dallo Scenario delle Professioni 2026?
L'evento ha presentato dati di una ricerca della Fondazione Nazionale dei Commercialisti condotta con le Università di Bergamo, Politecnica delle Marche e LUM: l'80% dei professionisti ha già utilizzato l'intelligenza artificiale in qualche forma. Oltre il 70% di chi la usa dichiara una riduzione concreta dei tempi di lavoro, con punte del 71% per attività ripetitive automatizzate oltre il 50%. Gli usi più diffusi sono automazione contabile e amministrativa e ricerca normativa (oltre 70%), riconciliazione bancaria (circa 65%) e produzione di documenti e report (oltre 35%).
Il rovescio della medaglia: meno del 3% dei professionisti dichiara una conoscenza avanzata della normativa sull'AI, e meno del 5% degli studi ha già definito una policy formale d'uso. Come ha sintetizzato Giuseppe Busacca di TeamSystem, "l'intelligenza artificiale è ormai una realtà all'interno degli studi", ma la governance non ha tenuto il passo dell'adozione.
Commercialisti e AI: perché conta per una PMI, non solo per lo studio
Molte PMI italiane delegano al commercialista una parte rilevante della gestione documentale e fiscale, spesso attraverso gli stessi software gestionale aziendale (o moduli collegati) usati in azienda. Se lo studio inizia a usare l'AI per leggere fatture, riconciliare movimenti bancari o preparare bozze di documenti senza una policy chiara su verifica umana, tracciabilità e trattamento dei dati, il rischio di errori silenziosi o di problemi di conformità (AI Act, GDPR) si sposta anche sui dati dell'azienda cliente, non resta confinato allo studio. È lo stesso tema di responsabilità richiamato durante l'evento da Tiziana Catarci (Società Italiana di Etica dell'Intelligenza Artificiale): più i sistemi diventano affidabili, meno la responsabilità umana finale si riduce.
Cosa verificare in concreto se sei una PMI
Prima domanda da fare al proprio commercialista o al proprio fornitore di software gestionale: quali funzioni di AI sono già attive nei prodotti che usi (lettura automatica fatture, suggerimenti di categorizzazione, chatbot di assistenza) e chi verifica l'output prima che diventi un dato contabile o fiscale definitivo. Seconda domanda: se il software gestionale aziendale integra moduli AI di terze parti, dove vengono elaborati i dati e con quali garanzie di conformità. Non serve rincorrere ogni nuova funzione AI annunciata dai grandi fornitori di gestionali: serve sapere quali sono già attive nei propri strumenti e avere, come minimo, un punto di controllo umano su ciò che l'AI produce prima che diventi decisione o documento ufficiale.
Un caso concreto: se il commercialista invia dati aziendali a un servizio AI esterno per generare bozze di bilancio o analisi, quel trattamento rientra negli obblighi di trasparenza del Regolamento UE sull'intelligenza artificiale (AI Act, in vigore progressivamente dal 2025): vale la pena chiedere per iscritto quali strumenti vengono usati e con quali garanzie sui dati, non solo fidarsi a voce.
In conclusione
Il messaggio dello Scenario delle Professioni 2026 non è che l'AI nei gestionali sia un rischio da evitare, ma che l'adozione ha corso più veloce delle regole: l'80% la usa, meno del 5% ha una policy. Per una PMI italiana la domanda utile non è se l'AI cambierà il modo in cui gestionale e studio professionale lavorano insieme — sta già succedendo — ma se qualcuno, in azienda o nello studio, sta verificando cosa produce prima che diventi un dato su cui si basano decisioni fiscali o gestionali. Se vuoi un confronto su come i dati del tuo gestionale restano protetti anche quando li tratta uno strumento AI, parliamone. In pratica, per una PMI la domanda da fare al proprio commercialista è semplice: quali strumenti di intelligenza artificiale usano i commercialisti dello studio, e con quali garanzie sui dati. Non tutti i commercialisti hanno già una risposta pronta, ma sempre più commercialisti dovranno darla nei prossimi mesi, e i commercialisti più organizzati la stanno già preparando.

Scritto da
Riccardo Rizzini
Sviluppatore Web & Fondatore di ControlCode
Riccardo Rizzini è sviluppatore web e fondatore di ControlCode, team multidisciplinare operativo su Milano e provincia. Da oltre 8 anni progetta siti, web app e software gestionali su misura per PMI italiane, con focus su performance, SEO tecnica e ottimizzazione per la ricerca AI.
